Cosa e come fare se mamma e papà si separano?

Cosa e come fare se mamma e papà si separano?

Maurizio Rabuffi - mer 14 nov - sostegno , milano , cologno monzese , separazione

La separazione rappresenta un momento difficile e doloroso sia per chi vive la decisione in prima persona sia per chi è costretto a subirla come i figli che potrebbero sentirsi spaesati e abbandonati. Le domande che si pongono sono molte e cercare di capire il motivo per il quale questo tocchi proprio a loro non è per niente semplice. Per questo, è importante valutare il sostegno di un professionista, come lo psicologo di Milano Maurizio Rabuffi, che possa, attraverso un percorso, aiutare la famiglia ad affrontare la separazione con maggiore consapevolezza.

Comprendere la separazione con il dott. Rabuffi

In passato il matrimonio era per sempre, unico ed indissolubile, ma questo non significa che ci si amasse di più o che le famiglie fossero più felici. Più semplicemente, la cultura non ammetteva separazione e divorzio.
Con il passare degli anni si è capito che vivere relazioni conflittuali può essere negativo non solo per la coppia, ma anche per il resto della famiglia. Alla luce di questo, la fine del matrimonio può, quindi, portare nel tempo un miglioramento nella qualità della vita di tutti.

 

La separazione come fatto sociale molto attuale

La separazione è divenuto un fatto sociale e secondo i dati ISTAT separazioni e divorzi aumentano ogni anno. Nel 2017 il 76,2% delle separazioni e il 65,4% dei divorzi hanno riguardato coppie con figli. Nell'89,4% delle separazioni di coppie con figli i genitori hanno scelto l'affido condiviso.

 

Il percorso di separazione è difficile e doloroso?

Il percorso di separazione è lungo e complicato ed investe molte dimensioni: emotiva, legale, economica, genitoriale, sociale, psicologica. La fine di una relazione rappresenta il fallimento di un progetto di vita e spesso viene vissuto come un evento traumatico, uno dei momenti più difficili della vita, perché implica importanti cambiamenti, sia per il singolo, sia per il sistema familiare a cui vengono richiesti nuovi adattamenti e forti emozioni: disorientamento, rabbia, dolore, insicurezza e fragilità emotiva.

 

I figli nel percorso di separazione

Questo cambiamento diventa ancora più difficile da affrontare se, oltre alla coppia, ci sono anche i figli. Se è complicato affrontare la separazione per i genitori, per i figli accettare che mamma e papà non saranno più insieme è ancora più complicato. Si pensa che mamma e papà saranno per sempre una coppia e, quando questo non accade, nascono molti timori, paure, insicurezze.
Paradossalmente, la separazione può essere invece la migliore soluzione per vivere più serenamente, soprattutto laddove i litigi sono frequenti e dove anche i figli vengono, più o meno consapevolmente, coinvolti nel conflitto.

 

Comunicare la separazione grazie all'aiuto dello psicologo di Milano Rabuffi

Uno dei momenti più complicati e delicati del processo di separazione è rappresentato senza dubbio dalla comunicazione ai figli della decisione di separarsi. Per i bambini, non essere adeguatamente preparati agli eventi che precedono e seguono la separazione dei genitori, può rappresentare un rischio per la crescita e per un sano sviluppo psicologico e affettivo.
La tendenza è quella di rimandare il più possibile questo momento, per timore della loro reazione o di creare dispiacere. Non serve far finta di nulla, perché i bambini, anche i più piccoli, sono molto sensibili e capiscono che c'è qualcosa che non va tra mamma e papà.
Entrambi i genitori sono chiamati a comunicare, assieme, la loro decisione. E' necessario chiarire sensazioni ed emozioni che i figli sperimentano, con parole semplici, dirette e senza giri di parole, consapevoli che spesso i figli avranno bisogno di riascoltare la spiegazione più volte. Dovranno chiarire loro il perché (l'assenza dell'amore e della progettualità), precisare che si tratta di scelta definitiva e prospettare l'organizzazione futura (la presenza di due case).

 

Come possono reagire i figli di fronte alla comunicazione della separazione?

Lo psicologo Maurizio Rabuffi spiega quali sono le reazioni più comuni

Le reazioni emotive possono essere le più diverse e dipendono dall'età dei figli:

  • rabbia
  • pianto
  • paura per l'incertezza sul chi si prenderà cura di loro.

 

Può capitare che i figli si chiudano nel silenzio e si isolino. Nei bambini più piccoli si possono sviluppare comportamenti regressivi, come per esempio fare di nuovo pipì a letto, incubi ricorrenti, paura a stare da soli, ma anche aggressività, irrequietezza, chiusura in se stessi. Negli adolescenti invece si manifestano spesso rabbia, aggressività, fino a comportamenti devianti, come abuso di alcol, consumo di droghe, vandalismo, piccoli furti.

 

Come spiegare la separazione ai figli

L'esperto Maurizio Rabuffi spiega ai genitori come comunicare una separazione ai propri figli

Fondamentale per i genitori è spiegare ai figli cosa avverrà con la separazione sia in termini pratici che a livello di relazioni. Fornire loro un piano riorganizzativo preciso tende a sedare l'ansia generata dalla domanda: cosa mi accadrà da adesso in poi?


Spiegare la separazione ai figli significa soprattutto rassicurarli e accogliere le loro paure, concentrandosi su alcuni punti fermi :

  • alleggerirli dal senso di colpa. Essi non sono la causa dell'assenza d'amore tra mamma e papà;
  • rassicurarli che l'amore genitore figlio non potrà mai finire e non cambierà;
  • permettere loro di amare entrambi i genitori, interrompendo comportamenti che portano i figli a schierarsi;
  • permettere loro di esprimere i sentimenti di rabbia e frustrazione e di accoglierli, senza mai sottovalutarli o minimizzarli; 
  • rassicurarli sulla continuità dei legami con le persone significative, comprese i nonni;
  • esonerarli dalla responsabilità della riorganizzazione della famiglia;
  • essere chiari e precisi sull'organizzazione del tempo e dello spazio dopo la separazione;
  • creare nuove routine con i figli.

 

La fiaba per spiegare la separazione

Il dott. Rabuffi spiega ai genitori come raccontare la separazione con una fiaba
Non è sempre facile per un genitore trovare le parole giuste per spiegare al proprio figlio il perché ci si separa e quali saranno i cambiamenti che la nuova situazione comporta.
Le fiabe si rilevano mezzi utili per affrontare la realtà; perché con le parole giuste, trasmettono messaggi importanti, che fanno chiarezza sullo stato di fatto delle cose e deresponsabilizzano il bambino rispetto al disagio di una famiglia che sta cambiando. Il bambino riesce ad elaborare il dolore e la rabbia e può trovare una via per veicolare all'esterno i propri sentimenti e, non ultimo, costruire un dialogo con i genitori.
Le fiabe hanno di solito un bel finale, nel senso che i personaggi buoni alla fine vengono premiati, o trionfano, mentre quelli cattivi vengono puniti, o comunque finiscono male; e così dovrebbero andare le cose anche nella realtà, ma purtroppo questo non sempre succede. La fiaba trasmette quindi un messaggio importante: il lieto fine non è mai un fatto scontato, gratuito, ma viene raggiunto solo se il protagonista si dà da fare, si impegna a fondo, non si scoraggia, prova e riprova, corre dei rischi. Ed è un po' il percorso che si trovano ad affrontare i figli, quello della separazione, del dolore, della rabbia, ma anche della forza e della capacità di adattamento e della consapevolezza che l'amore dei genitori e per i genitori non muore mai, ma si può moltiplicare. Ed è allora che si può guardare al futuro senza paura e con positività.

 

E vissero tutti...separati e contenti

«Tanto tanto tempo fa, in un paese lontano regnava un ricco Sultano. Abitava con la sua sposa e la sua bellissima figlia in un sontuoso palazzo, con enormi stanze luminose, elegantemente arredate, saloni immensi e meravigliosi giardini, con fontane e laghetti.
Il Sultano e la sua famiglia amavano molto i loro sudditi ed erano soliti organizzare magnifiche feste in occasione dell'arrivo dell'estate o per ringraziare le divinità per il copioso raccolto.
Tuttavia, la festa più sfarzosa fu organizzata quando la figlia del Sultano, la Principessa Surya andò in sposa al Principe Shamal.
I festeggiamenti durarono tre giorni. Tutti i sudditi vennero invitati. Ci furono balli, banchetti e giochi. E, come voleva la tradizione, il grande saggio Shayan, fece visita agli sposi e portò loro in dono un prezioso scrigno d'oro; al suo interno una meravigliosa ampolla di cristallo. Il grande saggio si raccomandò che gli sposi custodissero con grande cura quello scrigno, perché nell'ampolla erano contenuti Amore, Felicità e Serenità.
Appena gli sposi ricevettero lo scrigno dalle mani del vecchio saggio Shayan, sentirono scendere su di loro un'energia positiva, che li avvolse in un piacevole abbraccio.
Terminati i festeggiamenti, Surya e Shamal partirono per il loro viaggio di nozze. Al ritorno li aspettava la loro nuova casa e la nuova vita insieme. Ben presto arrivò la loro prima figlia, a cui diedero il nome di Aisha. Il grande saggio Shayan aveva previsto per lei una vita ricca di soddisfazioni, sarebbe stata forte e tenace, avrebbe saputo affrontare le difficoltà che la vita le avrebbe presentato.
Gli anni trascorsero, Aisha cresceva, ma quell'atmosfera serena e spensierata dei primi anni, sembrava man mano svanire. Cominciarono ad esserci incomprensioni sempre più profonde tra i suoi genitori, ma Aisha non riusciva a capire il perché.
Le tensioni arrivarono al culmine quando il padre decise di partire per un lungo viaggio, da solo. Aisha era molto triste e sentiva molto la mancanza del padre, a cui era molto legata.
Una sera dopo aver cenato, ritornando nella sua stanza, fu attirata da un cassetto semiaperto di un grande mobile del corridoio. Aprì quel cassetto e ne tirò fuori un piccolo scrigno dorato. Era proprio lo scrigno che il grande saggio aveva regalato ai suoi genitori il giorno del matrimonio, ma che da allora giaceva abbandonato e dimenticato in quel cassetto. Incuriosita, lo aprì per vedere cosa contenesse. Davanti a lei, l'ampolla di cristallo, che aveva perso la lucentezza di un tempo e appariva opaca e impolverata. Un rumore dal fondo del corridoio la fece sobbalzare e per lo spavento lo scrigno le sfuggì di mano e l'ampolla cadde in terra, frantumandosi in mille pezzi. Aisha li raccolse e li ripose dentro allo scrigno, nel cassetto.
L'indomani, con sua grande sorpresa il padre rientrò dal suo viaggio, ma purtroppo non fu per rimanere. I genitori ebbero una forte discussione, urlavano, parlavano e sembravano non capirsi l'un l'altro. Ognuno rimaneva fermo sulle proprie posizioni.
Aisha non riusciva a capire, soffriva molto per questa situazione e pensò di chiedere aiuto al grande saggio. Si recò da lui e spiegò quello che accadeva a casa. Immediatamente Shayan chiese ad Aisha se i genitori si fossero sempre presi cura dell'ampolla di cristallo che era stata donata loro.
La bambina capì forse che tutti i problemi dipendevano da quell'ampolla e raccontò al grande saggio cosa le era accaduto, sentendosi in colpa per la situazione a casa tra i suoi genitori.
Shayan tranquillizzò la bambina, spiegandole che non era colpa sua. Le spiegò che purtroppo l'ampolla non poteva essere ricostruita, ma dai cocci, con i suoi poteri magici, avrebbe potuto ricreare tre piccole ampolle.
Così fece e consegnò ad Aisha tre ampolle, spiegandole che avrebbe dovuto darne una al padre, una alla madre e una tenerla per sé. Solo così le tre ampolle avrebbero di nuovo cominciato ad emanare positività e felicità.
Aisha tornò a casa e fece come le aveva suggerito il grande saggio. I genitori accettarono le ampolline, smisero di discutere e anche se il padre aveva deciso di ripartire, i genitori avevano ripreso a parlarsi. Entrambi rassicurarono Aisha che il loro amore per lei rimaneva immutato, che avrebbero continuato a sostenerla ed incoraggiarla e le sarebbero stati sempre vicino, in ogni momento della sua vita.
Aisha si rese conto che le cose certo non potevano tornare come prima, ma ebbe la certezza che l'amore che i suoi genitori provavano per lei non era andato perduto, anzi si era moltiplicato.
»

 

Affrontare la separazione a Milano e a Cologno Monzese con lo psicologo Maurizio Rabuffi

Maurizio Rabuffi, psicologo di Milano è un consulente professionista che aiuta e sostiene i suoi pazienti nel lungo percorso volto ad affrontare la separazione trovando un proprio equilibrio. Grazie all'intervento da lui offerto nei suoi studi, alla conoscenza e all'esperienza maturata, i pazienti potranno affrontare la separazione con un solido sostegno.

Lo psicologo di Milano è iscritto all'Albo degli Psicologi della Lombardia (Sezione A, nr. 18441) e specializzando in Psicoterapia Breve Strategica presso l'Istituto per lo Studio delle Psicoterapie di Roma. Nel corso degli studi ha approfondito gli aspetti teorici e metodologici della Programmazione Neuro-Linguistica (PNL), dello Psicodramma Moreniano, della Mindfulness, dell'Ipnosi Ericksoniana e dell'Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR).

Può essere contattato per un percorso di ipnoterapia al numero 3479013916 oppure via mail scrivendo a info@rabuffi.it.

Riceve nei sui studi di Milano e Cologno Monzese:

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