L’ipnosi regressiva nel trattamento del disagio psicologico

L’ipnosi regressiva nel trattamento del disagio psicologico

Maurizio Rabuffi - mar 19 feb - sostegno , milano , cologno monzese , ipnosi , tecniche della psicologia , trauma

L'ipnosi è uno stato naturale della mente in cui tutti possono entrare e che permette di mobilitare le risorse delle persone facilitando il cambiamento.

 

Cos'è l'ipnosi regressiva?

L'ipnosi regressiva consente alla persona di accedere ai traumi passati non risolti, portando alla luce quelle parti frammentate del Sé cariche di contenuti emotivi e spaventanti. Aiutando queste parti ad emergere e liberarsi dalle loro emozioni negative, è possibile ridurre i vissuti emotivi disturbanti favorendo il raggiungimento del benessere.

 

L'ipnosi regressiva funziona?

In questo senso, l'ipnosi regressiva è una delle tecniche più efficaci per risolvere velocemente il disagio.

 

Le basi dell'ipnosi regressiva

Spesso le persone vogliono ottenere la risposta alla domanda "perché sto male?"; "perché si verificano questi sintomi?". L'ipnosi regressiva risponde a queste domande basandosi sull'ipotesi che ogni risposta al disagio, può essere ricercata nella parte profonda e inconscia della persona. Ogni sintomo è una soluzione inconscia adottata della nostra mente per risolvere un problema nato nel passato. Per questo motivo, ogni disagio si può risolvere attraverso l'accesso della persona alla sua mente inconscia.


A cosa serve l'ipnosi regressiva?

Lo scopo delle sedute di ipnosi regressiva è pertanto:

  • scoprire ciò che in origine ha causato l'inizio dei sintomi e il loro continuare a manifestarsi nel presente;
  • liberare la persona dai problemi originali svuotandoli dei loro contenuti emotivi;
  • imparare un nuovo modo di affrontare i problemi nel presente;
  • ristrutturare quello che la persona pensa e sente di Sé in relazione al passato, presente e futuro.

 

L'evento originale che ha reso la persona vulnerabile e ha determinato lo sviluppo del problema presentato si definisce "Evento Sensibilizzante, ES". Successivi eventi sensibilizzanti possono essersi verificati nella vita della persona rinforzando il sintomo che lentamente si struttura nella personalità dell'individuo. Non necessariamente l'evento sensibilizzante rappresenta anche "l'Evento Attivante, AE" che ha innescato la comparsa del sintomo.


Le fasi dell'ipnosi regressiva

I passi clinici per l'ipnoterapia a Milano e Cologno Monzese attraverso l'ipnosi regressiva sono i seguenti:

  1. fare psicoeducazione per preparare la persona al lavoro attraverso l'ipnosi regressiva;
  2. indurre uno stato di trance profondo per lavorare sul disagio con l'ipnosi regressiva;
  3. stabilire un sistema di comunicazione con la mente inconscia della persona;
  4. usare le appropriate tecniche di regressione per portare la persona nel passato, aiutandola a scoprire le cause originali del suo disagio e del suo comportamento;
  5. aiutare la persona a liberarsi dalle emozioni e dai sentimenti che la legano al passato e agli eventi sensibilizzanti;
  6. aiutare la persona a sviluppare un modo nuovo di pensare al passato e alle propri emozioni;
  7. fornire suggestioni dirette prima dell'emersione dalla trance per "fissare" i nuovi apprendimenti nella mente inconscia della persona;
  8. verificare l'efficacia del lavoro svolto facendo immaginare alla persona una situazione che attiva il disagio in modo da confermare che non abbia più effetti.

 

Attraverso la regressione la persona vive "esperienze emozionali correttive". La realtà della regressione può essere messa in discussione, perché oltre a un'apertura ai ricordi reali, possono anche essere presenti elementi di fantasia. La regressione non ha però bisogno di essere reale per essere di aiuto, l'importante è osservare le cose da prospettive diverse.


Le tecniche di ipnosi regressiva per regredire nel passato

Tra le tecniche più efficaci che possono essere usate per indurre l'ipnosi regressiva è utile ricordare le seguenti:

  • Il treno: dopo aver indotto la trance, si fa immaginare alla persona di viaggiare su un treno, invitandola a guardare fuori dal finestrino, osservando episodi e periodi passati della sua vita, indietro nel tempo. Quando si raggiunge un episodio traumatizzante o importante della vita, il treno si ferma e la persona può scendere dal treno e immedesimarsi nel tempo che rivive. Attraverso la distorsione temporale che si verifica nello stato di trance, si può far rivivere un evento traumatico in un tempo più breve di quello in cui il fatto è veramente avvenuto (dieci minuti, poi due minuti, in dieci secondi, in tre secondi, in un secondo). Si fa in questo modo scaricare l'emozione legata all'episodio accaduto in un periodo di tempo sempre più breve, finché l'evento rimane svuotato da ogni emozione;
  • Il calendario: dopo aver indotto la trance, si fa immaginare alla persona di sfogliare mentalmente un calendario all'indietro. Gli si chiederà di alzare un dito della mano appena vedrà il calendario e i giorni che scorrono all'indietro. La persona si immedesimerà nel tempo che scorre all'indietro e si fermerà a una data specifica di un giorno importante per lei;
  • Il ponte affettivo: utilizzando l'emozione che una persona sta provando nel presente, la si conduce indietro nel tempo a quando ha provato quella emozione per la prima volta (floatback). Se l'emozione è legata a un trauma, si fa rivivere il trauma dissociando la persona dall'emozione: il paziente rivive in questo modo l'episodio doloroso da spettatore, come un episodio inevitabile con conseguenze rimediabili. Durante la trance ipnotica, la dissociazione emotiva consente di osservarsi in tutta sicurezza "a distanza" dall'evento traumatico. Ad esempio, una persona può rivivere la morte di una persona cara vedendo l'evento da quella distanza che gli permette di regolare l'emozione connessa.

 

Quando usare l'ipnosi regressiva

L'intervento attraverso la regressione ipnotica permette di affrontare l'ansia, il panico, i traumi (lutti, tradimenti, abusi, violenze fisiche o psicologiche), la depressione, le fobie, i disturbi alimentari, le ossessioni, la bassa autostima, le dipendenze da sostanze (alcool, cocaina, marijuana o hashish, eroina) e la dipendenza affettiva.

E' preferibile non utilizzare questa tecnica con pazienti psicotici, persone in terapia con farmaci anticonvulsivanti, donne in gravidanza e pazienti di età inferiore ai 18 anni.

Gli incontri hanno una frequenza settimanale e in media l'intervento può durare una decina di incontri a seconda del disagio trattato.


La regressione alle vite passate

Una percentuale significativa della popolazione mondiale accetta il concetto di vivere più di una vita. Durante la regressione, qualche volta capita che la persona si ritrovi in una vita passata, reale o immaginaria. Indipendentemente dalle controversie e dallo scetticismo che accompagna il concetto di regressione alle vite passate, può essere utile utilizzare questo fenomeno quando si presenta spontaneamente durante l'ipnosi regressiva, nello spirito di guidare senza giudizio la persona attraverso la sua esperienza.


Da un punto di vista pratico, la regressione alle vite passate è identica a una qualunque forma di regressione ipnotica: l'unica differenza risiede nella sua estensione temporale. Una volta emersa la vita precedente, la seduta prosegue con una descrizione degli eventi che vi sono accaduti. La persona è assorbita completamente dell'esperienza, con cui entra in contatto alla scoperta degli insegnamenti che le vuole comunicare.

Lo psichiatra statunitense Brian Weiss, racconta nei suoi libri le storie delle vite passate dei suoi pazienti, ricostruite attraverso l'ipnosi regressiva. Racconta di pazienti affetti da depressione, attacchi di panico, fobie... che durante la regressione per la ricerca delle circostanze che avevano determinato i sintomi, regredivano all'epoca prenatale o ad altre vite. Anche se questi casi possono essere interpretati come esperienze oniriche in stato dissociativo, ciò non toglie l'utilità di tali stati e il loro effetto positivo nella risoluzione del disagio.


Dove fare sedute di ipnosi regressiva

Maurizio Rabuffi, psicologo di Milano è un consulente professionista che aiuta e sostiene i suoi pazienti nel lungo percorso volto a risolvere disagi psicologici con l'utilizzo dell'ipnosi regressiva. Grazie all'intervento da lui offerto nei suoi studi di Milano e Cologno Monzese, alla conoscenza e all'esperienza maturata, i pazienti potranno risolvere i loro malesseri psicologici.

Lo psicologo di Milano è iscritto all'Albo degli Psicologi della Lombardia (Sezione A, nr. 18441) e specializzando in Psicoterapia Breve Strategica presso l'Istituto per lo Studio delle Psicoterapie di Roma. Nel corso degli studi ha approfondito gli aspetti teorici e metodologici della Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) , dello Psicodramma Moreniano , della Mindfulness , dell'ipnosi Ericksoniana, dell'Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) e della Psicologia Aumentata.

 

Può essere contattato per un percorso di ipnosi regressiva al fine di superare il disagio psicologico a Milano e Cologno Monzese al numero 3479013916 oppure via mail scrivendo a info@rabuffi.it.

Riceve nei sui studi di Milano e Cologno Monzese:

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