Psicologo a Milano. Conoscere e affrontare la depressione

Psicologo a Milano. Conoscere e affrontare la depressione

Maurizio Rabuffi - lun 15 gen - sostegno , depressione , milano

Lo psicologo di Milano, il Dott. Maurizio Rabuffi, è uno dei migliori professionisti nel settore della psicologia a Milano. E' in grado di interagire in maniera costruttiva con il paziente, aiutandolo a conoscere e affrontare la tematica della depressione.

La ricerca di soluzioni alla depressione e l'esperienza del Dott. Rabuffi

Nell'esperienza clinica dell'intervento Breve-Strategico si è visto come l'insorgere della depressione sia legata alla reazione del soggetto a qualcosa che si rompe nella sua vita. La depressione sembra costruirsi a partire dalla credenza per cui la persona si sente vittima di qualcosa che non si può combattere o superare, ragion per cui rinuncia all'azione assumendo il ruolo della vittima.
Lavorando a stretto contatto con i pazienti, il dott. Rabuffi conferma che questa rinuncia è la tentata soluzione comune a tutti i soggetti depressi. La persona è paralizzata dal rifiuto di fare qualsiasi cosa. Il comportamento è rallentato, demotivato, il piacere è assente in qualunque forma. E' la tragedia dell'impotenza in cui la persona è come una marionetta con i fili recisi.

Le tipologie di rinuncia delle persone depresse raccontate dallo Psicologo di Milano

La persona depressa, che si sente impotente, può rinunciare e assumere il ruolo di vittima in differenti modi. Può rinunciare delegando e diventare vittima di se stessa (io sono sbagliato, io sono incapace... facciano gli altri); può rinunciare arrendendosi e diventare vittima di sé o vittima degli altri (pensavo di essere capace invece non sono più in grado; credevo negli altri, ma mi hanno deluso), può rinunciare pretendendo e diventare vittima del mondo (ho dei principi ma il mondo non funziona con questi principi).

Approfondiamo meglio ogni tipo di rinuncia che il Dott Rabuffi, psicologo di Milano, riscontra nei suoi pazienti depressi. Così da capire le specifiche di ciascuna tipologia.

Lo psicologo di Milano e "il paziente vittima di se stesso"

La persona che rinuncia delegando e si pone come vittima di se stesso si distingue per il fatto di non essere mai stata capace, per il fatto che la persona dice di essere sempre stata così. E' probabile che nel corso dell'esperienza sia stata esposta a una serie di percezioni il cui comune denominatore è "tanto non ce la fai, non sei capace, sei sfortunato...". La persona sente che sono troppe le cose che non vanno in lei e crede che tutto sia dovuto alle sue caratteristiche biologiche, familiari o genetiche. Avendo la certezza di non potercela fare ha sempre rinunciato all'azione, fin dalle più piccole cose della quotidianità. L'atteggiamento è la rinuncia, ma con delega agli altri a causa della propria condizione di svantaggio.
La persona che rinuncia arrendendosi e si pone come vittima di se stesso si distingue per il fatto che ha la certezza, per mancanza di autostima, di non poter contare su se stesso. La persona ha chiara la prova della sua incapacità e ha ben impresso in memoria il ricordo dell'episodio che conferma questa sua credenza. Da quando è capitato un determinato evento, la persona ha scoperto di non essere quella che credeva di essere. Ha scoperto i suoi punti deboli e questa scoperta l'ha talmente delusa, da arrendersi, diventando ostaggio del proprio fallimento e delegando gli altri in quanto si ritiene incapace.

Il Dott. Rabuffi e "il paziente vittima degli altri"

La persona che rinuncia arrendendosi e si pone come vittima degli altri a differenza dei primi due casi descritti, è una vittima consapevole delle azioni degli altri, che ha subito un preciso evento vissuto come impossibile da superare, ragione per cui si arrende. Questa persona ha sempre cercato di accontentare gli altri, con le migliori intenzioni e per il quieto vivere, in una sorta di "prostituzione relazionale" che l'ha resa cieca anche dinnanzi alle più evidenti divergenze. Non si è mai sentita in grado di opporsi e si è trovata a subire una delusione tale da rinunciare a fare qualsiasi cosa per uscire delle difficoltà. Si sente una persona tradita e costantemente ricorda a se stessa cosa è successo. Ha difficoltà nel concentrarsi e prendere decisioni, vive sentimenti di delusione senza fine, disperazione e in alcuni casi anche pensieri di morte. La resa si traduce in una tentata soluzione passiva, in una vera e propria rinuncia nell'attesa che arrivi dagli altri la soluzione alle proprie difficoltà. Rinunciando e delegando gli altri, come spesso accade in questi casi, la situazione non solo non migliora, ma addirittura peggiora.

"il paziente vittima del mondo e della natura" con lo Psicologo di Milano

La persona che rinuncia pretendendo e si pone come vittima del mondo e della natura si distingue per il fatto che ritiene di aver condotto una vita onesta, seguendo la legge e la sua coscienza morale. Si trova in questa situazione di sofferenza in seguito a un evento preciso dal quale non si è più ripresa. Ha cercato di affrontare il problema, ma solo mentalmente e inutilmente fino a scegliere di rinunciare deliberatamente. La sua credenza è la seguente: "per quanto mi ostini a cercare di cambiare il mondo, questo è troppo cattivo perché io ci riesca". Ci troviamo di fronte ad una persona intransigente, che ha sempre ciecamente creduto che gli altri, come lei, fossero impeccabili, esponendosi in questo modo ad una condizione di grande fragilità. La sua delusione si è nel tempo amplificata fino al punto da fargli ritenere che nelle persone, nella società e nel mondo in generale non ci sia più niente da salvare. In altri termini, la sua estrema correttezza è diventata la sua gabbia. Anche se a livello pratico la tentata soluzione è la rinuncia, la persona combatte con il pensiero di pretendere che il mondo sia diverso e questo la porta a vivere un costante stato di rabbia, risentimento e frustrazione, consapevole dei suoi limiti.

I volti della depressione delineati dal dott. Rabuffi

Ognuno dei quattro differenti volti della depressione che sono stati delineati, presenta una particolare credenza disfunzionale che occorre incrinare per poi ricostruirne una nuova più funzionale. L'intervento clinico è volto a sbloccare il meccanismo depressivo e si focalizza sulla relazione della persona con se stessa, con gli altri e con il mondo; ovvero con quanto l'ha portata ad assumere il ruolo di vittima.

Conoscere e affrontare la depressione con professionalità

Il Dott. Rabuffi, psicologo di Milano, ha maturato negli anni un'importante esperienza nell'affrontare la tematica della depressione con i suoi pazienti ed è in grado di fornire un sostegno professionale per conoscere e affrontare il fenomeno. Lo scopo del Dott. Rabuffi è quello di aiutare il paziente che si sente vittima incapace di risolvere problematiche quotidiane ad analizzare e superare le sue paure e i suoi blocchi.
Il Dott. Maurizio Rabuffi, psicologo di Milano, è iscritto all'Albo degli Psicologi della Lombardia (Sezione A, nr. 18441) e specializzando in Psicoterapia Breve Strategica presso l'Istituto per lo Studio delle Psicoterapie di Roma.

Può essere contattato per un percorso di psicologia a Milano via telefono al numero 3479013919 oppure via mail scrivendo a info@rabuffi.it. Riceve nei suoi studi: in Viale Montenero, 62, Milano (MM3 fermata Porta Romana), via A. Bazzini, 25, Milano (MM2 fermata Piola) e via T.Tasso, 13, Cologno Monzese (MM2 Cologno Nord)

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