EMDR e Disturbo da Sintomi Somatici
Maurizio Rabuffi - lun 11 mag - edmr , sostegno , trauma , psicoterapia , milano , cologno monzese
Quando il corpo parla la lingua del trauma
Mal di testa che non passano. Dolori addominali che gli esami non spiegano. Stanchezza cronica, vertigini, tensioni muscolari diffuse. Per molte persone, il corpo diventa il principale interlocutore della sofferenza psichica. Quando il malessere fisico persiste nel tempo, accompagnato da pensieri, sentimenti e comportamenti eccessivi rispetto ai sintomi, si può configurare un Disturbo da Sintomi Somatici.
Negli ultimi anni, l' EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) si è rivelato un approccio promettente per affrontare questa condizione, lavorando sul legame profondo tra esperienze traumatiche e manifestazioni corporee.
Cos'è il Disturbo da Sintomi Somatici
Il Disturbo da Sintomi Somatici (DSM-5) si caratterizza per la presenza di uno o più sintomi fisici che provocano disagio significativo e compromissione della vita quotidiana. Ciò che distingue questo disturbo non è tanto la presenza dei sintomi in sé, quanto la risposta sproporzionata che la persona vi attribuisce in termini di pensieri, emozioni e comportamenti.
I criteri diagnostici principali includono:
- Pensieri persistenti e sproporzionati sulla gravità dei sintomi
- Ansia elevata riguardo alla salute o ai sintomi
- Tempo ed energia eccessivi dedicati ai sintomi e alle preoccupazioni di salute
- Persistenza dello stato sintomatico per almeno sei mesi
I sintomi possono essere medicalmente spiegabili o meno: il punto centrale è la sofferenza soggettiva e l'impatto sul funzionamento quotidiano. Spesso queste persone hanno alle spalle lunghi percorsi medici, esami strumentali ripetuti, diagnosi che si rincorrono senza offrire sollievo duraturo.
Il legame tra trauma e corpo
La ricerca clinica degli ultimi decenni ha messo in luce un dato significativo: nelle storie di vita di chi soffre di sintomi somatici cronici si ritrovano spesso esperienze traumatiche, sia eventi singoli e acuti (Trauma con la T maiuscola) sia esperienze relazionali ripetute e sottili (traumi con la t minuscola), come trascuratezza emotiva, invalidazione, ambienti familiari instabili.
Bessel van der Kolk, nel suo celebre testo "Il corpo accusa il colpo", evidenzia come le esperienze traumatiche non elaborate si imprimano nella memoria implicita corporea, manifestandosi in seguito sotto forma di sensazioni fisiche, tensioni, dolori, alterazioni neurovegetative. Il corpo, in altre parole, ricorda ciò che la mente non riesce a metabolizzare.
In questa prospettiva, i sintomi somatici possono essere letti come segnali di un sistema nervoso che è rimasto in uno stato di attivazione cronica o di blocco difensivo, incapace di tornare a una piena regolazione. Il sintomo non è quindi solo qualcosa da eliminare, ma anche un messaggio da comprendere.
L'EMDR: un approccio basato sull'elaborazione
L' EMDR è una psicoterapia evidence-based, sviluppata da Francine Shapiro alla fine degli anni Ottanta e oggi riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come trattamento di prima linea per il Disturbo Post-Traumatico da Stress .
Il suo principio fondamentale si basa sul modello dell' Elaborazione Adattiva dell'Informazione (AIP): il cervello possiede un sistema naturale di elaborazione delle esperienze, che in condizioni di trauma può bloccarsi, lasciando i ricordi "congelati" insieme alle emozioni, sensazioni corporee e cognizioni negative associate.
Attraverso la stimolazione bilaterale (movimenti oculari, tapping o stimolazione uditiva alternata), l' EMDR favorisce la riattivazione del processo elaborativo, permettendo al ricordo traumatico di essere integrato in modo adattivo. Il risultato non è la cancellazione dell'evento, ma una sua trasformazione sul piano emotivo, cognitivo e somatico.
Le otto fasi del protocollo EMDR
- Raccolta della storia clinica e pianificazione del trattamento
- Preparazione e stabilizzazione del paziente
- Assessment del ricordo target
- Desensibilizzazione attraverso la stimolazione bilaterale
- Installazione della cognizione positiva
- Scansione corporea (body scan) per individuare residui somatici
- Chiusura della seduta
- Rivalutazione nelle sedute successive
Perché l'EMDR può aiutare nel Disturbo da Sintomi Somatici
Diversi studi clinici e meta-analisi hanno iniziato a documentare l'efficacia dell' EMDR nel trattamento dei disturbi somatoformi e somatici.
Accesso alla memoria somatica implicita
I sintomi somatici cronici sono spesso radicati in tracce mnestiche implicite, non verbalizzabili, custodite nel corpo. L'EMDR grazie al suo lavoro integrato su immagini, cognizioni, emozioni e sensazioni fisiche, permette di accedere a questi livelli profondi dell'esperienza, senza dover passare necessariamente attraverso una narrazione verbale articolata.
Regolazione del sistema nervoso autonomo
La stimolazione bilaterale sembra favorire un'attivazione parasimpatica, riducendo lo stato di allerta cronica che caratterizza molti pazienti con sintomi somatici. Questo si traduce, nel tempo, in una diminuzione dell'intensità delle sensazioni fisiche disturbanti e in una migliore capacità di autoregolazione.
Trasformazione del significato del sintomo
Il sintomo somatico, nel corso del trattamento EMDR, viene gradualmente ricollegato alle esperienze che lo hanno generato. Questo processo di significazione restituisce alla persona un senso di coerenza biografica: il dolore non è più un nemico misterioso, ma una traccia comprensibile che può essere integrata e, progressivamente, lasciata andare.
Modifica delle cognizioni negative su di sé e sul corpo
Molti pazienti con DSS sviluppano convinzioni rigide su di sé ("Sono fragile", "Non posso fidarmi del mio corpo", "C'è qualcosa di sbagliato in me"). L'EMDR lavora attivamente per sostituire queste cognizioni negative con cognizioni positive più adattive, contribuendo a ricostruire un'immagine di sé più solida e benevola.
Come si struttura un percorso EMDR per il DSS
Il trattamento EMDR del Disturbo da Sintomi Somatici richiede una particolare attenzione alla fase di stabilizzazione. Lavorare con il corpo significa, infatti, accompagnare la persona ad ampliare gradualmente la propria "finestra di tolleranza", quella zona di attivazione neurovegetativa in cui è possibile sentire ed elaborare senza essere sopraffatti.
Le tappe principali del percorso includono:
- Costruzione dell'alleanza terapeutica e della sicurezza relazionale
- Psicoeducazione sul legame mente-corpo e sul funzionamento del sistema nervoso
- Sviluppo di risorse interne (luogo sicuro, figure protettive, tecniche di grounding)
- Identificazione dei target (eventi traumatici, situazioni di attivazione del sintomo)
- Elaborazione progressiva dei ricordi e delle componenti somatiche associate
- Integrazione e prevenzione delle ricadute
Quando rivolgersi a uno psicoterapeuta EMDR
Se da tempo convivi con sintomi fisici che gli esami medici non riescono a spiegare, oppure se ti rendi conto che il tuo corpo reagisce a stress emotivi con dolori, tensioni o disturbi funzionali, può essere utile considerare un percorso psicoterapeutico.
Questo è particolarmente vero quando i sintomi:
- Persistono da mesi o anni, nonostante terapie mediche
- Compromettono il lavoro, le relazioni, la qualità della vita
- Si associano a stati di ansia, ipervigilanza, disturbi del sonno
- Si presentano dopo eventi di vita stressanti o traumatici
È fondamentale che la valutazione clinica avvenga in un quadro integrato, in collaborazione con il medico curante e gli specialisti coinvolti, per escludere o trattare adeguatamente le componenti organiche e per costruire un percorso realmente personalizzato.
Conclusioni
Il Disturbo da Sintomi Somatici rappresenta una delle espressioni più complesse del legame indissolubile tra mente e corpo. Considerare il sintomo come un linguaggio, e non solo come un problema da silenziare, apre la possibilità di un lavoro terapeutico più profondo e trasformativo.
L' EMDR offre uno strumento prezioso in questa direzione: lavora sui ricordi, sulle emozioni, sulle cognizioni e sulle sensazioni corporee in modo integrato, restituendo alla persona la possibilità di riconciliarsi con il proprio corpo e con la propria storia. Non si tratta di una formula magica, ma di un percorso che richiede tempo, alleanza e cura, e che può aprire spazi di trasformazione laddove altri approcci si sono fermati alla superficie del sintomo.
Ascoltare il corpo, dare voce alla sua memoria, ricomporre l'esperienza in una narrazione integrata: è in questo dialogo che la sofferenza somatica può, finalmente, trovare un senso e una via d'uscita.
Maggiori informazioni su come affrontare il Disturbo da Sintomi Somatici attraverso l'EMDR.
Maurizio Rabuffi, Psicologo - Psicoterapeuta a Milano e Cologno Monzese
Psicologo - Psicoterapeuta a Milano e Cologno esperto nella gestione del Disturbo da Sintomi Somatici.
Maurizio Rabuffi, Psicologo - Psicoterapeuta di Milano è un consulente professionista che aiuta i pazienti ad affrontare il trauma psicologico e le difficoltà legate al rapporto tra mente e corpo. Grazie all'intervento da lui offerto nei suoi studi, alla conoscenza e all'esperienza maturata, i pazienti potranno comprendere il significato dei propri sintomi, migliorare la regolazione emotiva e ritrovare un maggiore equilibrio psicofisico attraverso il percorso di EMDR. Lo Psicologo - Psicoterapeuta di Milano è iscritto all'Albo degli Psicologi della Lombardia (Sezione A, nr. 18441). Nel corso degli studi ha approfondito gli aspetti teorici e metodologici della Programmazione Neuro-Linguistica (PNL), dello Psicodramma Moreniano, della Mindfulness, dell'Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR), della Schema Therapy, dell'Emotionally Focused Couples Therapy, dell'Ipnosi Ericksoniana, dell'Ipnosi Regressiva, della Psicoterapia Sensomotoria e della Psicologia Aumentata.
Può essere contattato per un percorso di psicoterapia al numero 3479013916 oppure via mail scrivendo a info@rabuffi.it.
Riceve nei sui studi di Milano e Cologno Monzese:
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